Tre valichi alpini tra Bolzano, Vipiteno, Merano e Val di Non
Sabato 22 agosto 2026 la partenza è da Bolzano, con la Ducati Multistrada V4 Pikes Peak e una traccia che alla fine registrerà poco meno di 199 chilometri. Non è un anello e non cerca scorciatoie per tornare al punto di partenza. Parte dal fondovalle dell’Adige, sale due volte oltre i duemila metri, scende in Val Passiria, torna a guadagnare quota al Passo Palade e termina a Mezzolombardo. Un percorso compatto, ma con parecchi cambi di ritmo.
Da Bolzano si imbocca la SS508 entrando nella Val Sarentino. La strada segue il solco del Talvera e nella prima parte lascia poco spazio alla distrazione. Pareti ravvicinate, gallerie, tratti protetti e curve che si susseguono mentre la quota aumenta con regolarità. Nell’agosto 2026 proprio questo settore era interessato da interventi della Provincia di Bolzano per la protezione dalla caduta massi, un promemoria abbastanza concreto di quanto queste strade alpine siano infrastrutture vive e non scenografie costruite per noi motociclisti.
Superato Sarentino il paesaggio cambia progressivamente. La valle si apre, le costruzioni si diradano e la strada comincia a mostrare il carattere della salita verso Pennes. Si passa dalla vegetazione del fondovalle ai prati d’alta quota, con temperature che possono perdere diversi gradi nell’arco di pochi chilometri. Sulla Pikes Peak la salita è naturale. Le curve sono generalmente leggibili e permettono di usare bene il motore senza trasformare ogni tornante in un esercizio ginnico. Conviene comunque tenere margine, soprattutto nelle zone d’ombra, dove sporco portato dai mezzi agricoli, umidità e piccoli residui ai bordi della carreggiata fanno parte della normalità.
Il Passo Pennes arriva a 2.211 metri dopo circa 47 chilometri dalla partenza secondo la traccia registrata. È il punto più alto dell’itinerario e separa la Val Sarentino dall’Alta Valle Isarco. Il versante settentrionale è più ripido e meno abitato rispetto a quello affrontato in salita, caratteristica documentata anche nella descrizione geografica del valico. La strada verso Vipiteno cambia quindi immediatamente tono: tornanti più marcati, pendenze evidenti e una discesa nella quale serve lavorare maggiormente con traiettorie e freno motore.
Vipiteno arriva attorno al sessantatreesimo chilometro. È anche uno dei punti più logici per una sosta o per il rifornimento, perché da qui comincia subito il secondo blocco alpino. La SS44 prende quota verso il Passo Giovo e torna rapidamente a richiedere attenzione. È una salita diversa dal Pennes. Più costruita, più frequentata, con una sequenza continua di curve che alterna bosco e zone progressivamente più aperte.
A quota 2.094 metri il Giovo collega l’area di Vipiteno con la Val Passiria. La strada è nota proprio per il numero di curve e tornanti e per l’utilizzo condiviso con ciclisti, automobilisti e motociclisti. La discesa verso San Leonardo in Passiria è probabilmente il tratto nel quale una moto come la V4 Pikes Peak trova il terreno più congeniale, ma è anche quello dove conviene evitare eccessi di entusiasmo. La visuale cambia continuamente, alcune curve chiudono più di quanto suggerisca l’ingresso e il traffico in senso opposto può comparire in fretta.
San Leonardo viene raggiunta poco prima dei cento chilometri. Da qui si segue la Val Passiria in direzione Merano e l’altitudine scende rapidamente. Cambiano luce, temperatura e vegetazione. Dopo l’ambiente alpino dei due valichi si torna tra coltivazioni, centri abitati e traffico locale. La guida diventa meno tecnica e più condizionata dal flusso dei veicoli, soprattutto avvicinandosi all’area meranese.
Dopo Merano e Lana la traccia torna però a salire. La SS238 affronta il Passo Palade, Gampenpass in tedesco, che a 1.518 metri collega la zona di Merano con l’alta Val di Non. Sono circa diciotto chilometri di risalita dalla zona di Lana e il carattere è completamente diverso rispetto ai due passi precedenti. Molto più bosco, minore esposizione, curve concatenate e una quota sufficiente per ritrovare aria fresca dopo il fondovalle.
Dal Palade comincia la parte finale. La discesa conduce verso Fondo e quindi attraverso l’altopiano della Val di Non. Qui la strada perde gradualmente il carattere alpino puro. I paesi tornano più frequenti, compaiono frutteti e incroci, il ritmo si abbassa senza che il percorso diventi monotono. Attraversando l’area di Romeno e Sanzeno si raggiunge Dermulo, poi la SS43 accompagna verso sud.
Gli ultimi chilometri sono quelli in cui si sente davvero la quota sparire sotto le ruote. Il fondovalle si avvicina, la temperatura torna a salire e le curve lasciano progressivamente spazio a tratti più scorrevoli. Mezzolombardo arriva dopo 198,7 chilometri registrati dal GPS della moto. Dietro rimangono tre passi, due salite oltre i duemila metri e una lunga diagonale attraverso Alto Adige e Trentino che, sulla carta, sembra quasi ordinata. Guidandola lo è molto meno, ed è precisamente questo il punto.
Tre valichi alpini tra Bolzano, Vipiteno, Merano e Val di Non
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