Sulla Rotta di Mister P. Dal Mare alle Vette, da San Remo a Sestriere.


L’avventura su due ruote è un’esperienza che si porta addosso come un segno, come il vento che graffia dolcemente il volto mentre la moto scivola leggera tra curve e paesaggi sempre nuovi. In questo viaggio, che parte da San Remo e si spinge fino alle Alpi francesi e piemontesi, c’è tutta l’essenza della libertà: la possibilità di fermarsi quando si vuole, di respirare profumi diversi a ogni altitudine, di incontrare storie e tradizioni che rendono unica ogni tappa. La traccia in formato gpx è disponibile su misterpatterson.blog, pronta a guidare chi desidera vivere la stessa avventura, lasciando che siano le ruote a scrivere la strada.

San Remo è la porta d’ingresso, la città della musica e dei fiori, resa celebre dal suo casinò e dal Festival della Canzone Italiana. Ma la sua vera anima vive nei vicoli della Pigna, nella città vecchia che si arrampica in un dedalo di scalinate, archi e pietre antiche. Le serre piene di garofani e rose hanno regalato a questa terra il titolo di “Riviera dei Fiori”, mentre la cucina regala sapori come la torta verde, fatta di bietole, ricotta ed erbe aromatiche, un piatto semplice ma sorprendentemente profumato.

Da San Remo ci si inoltra verso San Romolo e Bajardo, tra boschi e strade che si piegano a seguire le curve dei monti. Bajardo porta con sé una leggenda affascinante: si racconta che un drago, simbolo delle forze oscure, venne sconfitto qui dagli abitanti, e ancora oggi l’eco di quel mito sembra respirare tra le rovine e le chiese antiche. Il pesto bajardese, denso di basilico e pinoli, è un’altra scoperta che unisce territorio e gusto.

Proseguendo, Apricale e Isolabona sembrano disegnati da un artista medievale. Case in pietra, stradine strette e piazzette raccolte fanno sembrare il tempo sospeso. Apricale, considerato uno dei “Borghi più belli d’Italia”, custodisce murales che raccontano storie passate, mentre la tavola propone ravioli ripieni di ortiche e ricotta, un piatto che affonda le radici nelle tradizioni contadine.

Il viaggio assume toni misteriosi a Pigna e soprattutto a Triora, il “paese delle streghe”. Qui i musei della stregoneria e i vicoli scuri riportano a un passato in cui i processi per stregoneria segnarono la vita del borgo. Si respira una magia che intreccia storia e leggenda, e assaggiare la “brissaol”, carne essiccata al sole, significa immergersi nella cultura gastronomica delle montagne liguri.

Dal confine italiano si passa alla Francia, e il paesaggio muta. La Brigue e Casterino regalano scenari alpini di rara bellezza, con prati fioriti d’estate e rocce che raccontano di antiche glaciazioni. Il Forte de Marguerie, oggi in rovina, veglia ancora dall’alto, offrendo una vista che pare sospendere il respiro.

Arriva poi il Col di Tenda, uno dei passaggi più amati dai motociclisti, con le sue curve che si arrampicano verso le Alpi, tra gallerie e strade sterrate. Qui la natura diventa protagonista, con vallate verdi e silenzi interrotti solo dal rombo dei motori. A Limone Piemonte, Borgo San Dalmazzo e Busca ci si ferma per assaporare i ritmi più lenti, tra piatti a base di selvaggina, formaggi e vini locali che restituiscono energia prima di riprendere il viaggio.

La strada continua verso Sampeyre, Molines en Queyras e Cervières, luoghi dove la natura conserva un carattere autentico e selvaggio. Sono posti in cui il tempo sembra dilatarsi, dove le montagne dominano con imponenza e ricordano che il viaggio in moto è anche contemplazione.

Infine, ecco Briançon, Cesana Torinese e Sestriere. Queste località, celebri d’inverno per lo sci, d’estate si vestono di verde e profumi alpini. Sestriere, con i suoi panorami infiniti, è il punto perfetto per chiudere questa avventura, assaporando formaggi di malga, vini di montagna e piatti che raccontano l’incontro tra la cucina piemontese e quella francese.

Questo percorso non è solo una traccia da seguire: è un invito a scoprire, ad ascoltare i racconti di borghi medievali, a lasciarsi incuriosire da leggende di streghe e draghi, a farsi sorprendere da sapori che cambiano con l’altitudine. È un viaggio in cui ogni sosta diventa un pezzo di storia vissuta, un mosaico di emozioni che solo la moto riesce a regalare. Non importa se sia una gita breve o una lunga esplorazione: ciò che davvero conta è lo spirito libero con cui si parte, la voglia di vivere la strada senza schemi, con il cuore pronto ad accogliere ciò che non si conosce. E allora, casco allacciato e motore acceso: il mondo aspetta dietro ogni curva, pronto a farsi raccontare dalle due ruote che lo percorrono.


Sulla Rotta di Mister P. Dal Mare alle Vette, da San Remo a Sestriere.

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