Percorrendo in Moto una Strada di Montagna con Pendenza Superiore al 20% nelle Alpi Liguri
Le Alpi Liguri non sono montagne da attraversare distrattamente. Stanno lì, tra Liguria, Piemonte e Francia, con quell’aria ruvida di confine, dove il mare non è mai troppo lontano ma la strada sa già di quota, pietra, bosco e pascoli alti. Sono montagne diverse dalle grandi Alpi più celebri: meno monumentali forse, ma spesso più severe nella guida, perché qui le strade si fanno strette, irregolari, improvvise. Un tornante dopo l’altro, una piega dentro l’altra, fino a quando la salita smette di essere un semplice dislivello e diventa una conversazione abbastanza seria tra il motore, le gomme e chi sta in sella.
Ci sono tratti, su alcune strade secondarie e collegamenti montani, dove la pendenza supera il 20%. Non è un numero buttato lì per fare scena. Su una moto lo senti subito. Lo senti nel modo in cui il peso si sposta indietro, nella necessità di tenere il motore in coppia, nella frizione che non va maltrattata, nel gas che deve essere dato con precisione. Troppo poco e la moto si pianta. Troppo e diventi il protagonista di una piccola tragedia meccanica con vista panoramica.
La strada sale decisa, spesso stretta, con carreggiata ridotta e margini che non perdonano distrazioni. L’asfalto può cambiare carattere in pochi metri: un tratto buono, poi una zona rattoppata, poi ghiaietta portata dalla pioggia o dai mezzi agricoli. Nei punti più chiusi il bosco trattiene umidità e ombra, e anche in una giornata serena il fondo può restare freddo e sporco. Qui non serve fare gli eroi. Serve guidare puliti.
Le curve strette in forte pendenza sono il vero banco di prova. Bisogna guardare lontano, impostare prima, non arrivare impiccati sul freno anteriore e soprattutto non pretendere dalla moto quello che la fisica non intende concedere, maleducata com’è. In salita il motore lavora pieno, la ruota posteriore cerca trazione, il manubrio va tenuto leggero. In discesa cambia tutto: il freno motore diventa un alleato, i freni vanno usati con progressione, e la tentazione di lasciarsi portare giù dalla strada va tenuta a bada. La montagna ha una certa abitudine a presentare il conto.
Il paesaggio intanto cambia. Si passa dai versanti più verdi e chiusi ai punti aperti, dove la vista si allarga sulle creste e sulle valli. La luce diventa più netta, l’aria più fresca, il rumore del motore rimbalza tra pareti e boschi. Non è una strada da correre. È una strada da capire. Ogni metro chiede attenzione: la traiettoria giusta, la marcia corretta, il corpo fermo ma non rigido, lo sguardo già oltre la curva successiva.
Quando la salita finalmente molla la presa, arriva quel momento breve in cui si rallenta e si lascia respirare la moto. Non è conquista, parola troppo grossa e spesso usata da chi ha bisogno di sentirsi Napoleone con il bauletto. È piuttosto soddisfazione tecnica. Hai letto la strada, hai dosato il mezzo, hai rispettato il terreno. E sei arrivato in alto senza trasformare il giro in una relazione complicata con il carro attrezzi.
Le Alpi Liguri, in moto, sono questo: bellezza aspra, strade vere, pendenze che non fanno sconti e panorami che arrivano solo dopo aver guidato con attenzione. La traccia GPX completa è disponibile come sempre sul blog.
Percorrendo in Moto una Strada di Montagna con Pendenza Superiore al 20% nelle Alpi Liguri
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