Passo Pennes, Passo Giovo e Passo Palade in moto

Motorcyclist on winding mountain road with rocky peaks and green forested hills

Da Bolzano a Mezzolombardo in moto attraverso Pennes, Giovo e Palade

Partire da Bolzano per raggiungere Mezzolombardo potrebbe sembrare un semplice trasferimento tra Alto Adige e Trentino. La traccia racconta invece quasi 200 chilometri di strade alpine, tre valichi e continui cambiamenti di quota, temperatura e paesaggio. Il percorso attraversa la Val Sarentino, raggiunge il Passo Pennes, scende verso Vipiteno, supera il Passo Giovo e la Val Passiria, quindi risale al Passo Palade prima di entrare in Val di Non. È un itinerario interamente asfaltato, ma non va sottovalutato. Le distanze non sono enormi, mentre la concentrazione richiesta dalle curve e dai dislivelli si fa sentire.

Da Bolzano si imbocca la SS 508 seguendo le indicazioni per Sarentino. L’uscita dalla città avviene rapidamente e la strada entra nella parte più stretta della valle, affiancando il torrente Talvera. Le gallerie si alternano a brevi aperture nella roccia e nei primi chilometri occorre abituarsi ai cambi di luce. L’asfalto è generalmente regolare, ma nelle zone in ombra può restare umido anche quando a Bolzano la giornata sembra già pienamente estiva. Il traffico locale è presente, soprattutto nelle ore lavorative, senza però compromettere il piacere della guida.

Superato Sarentino, la valle si allarga per qualche chilometro. Campi, masi e versanti coperti di boschi accompagnano una strada che comincia a salire con maggiore decisione verso Campolasta e Pennes. Le curve diventano più frequenti, ma restano leggibili e permettono di mantenere un ritmo fluido. La carreggiata non è sempre larga e conviene lasciare spazio ai mezzi agricoli e agli autobus, che da queste parti non hanno ancora imparato a diventare trasparenti.

Avvicinandosi al Passo Pennes la vegetazione si dirada. Il bosco lascia progressivamente posto ai pascoli e alle pietraie delle Alpi Sarentine, mentre l’aria diventa sensibilmente più fresca. Il valico raggiunge i 2.211 metri e rappresenta il punto più alto dell’intero itinerario. Gli ultimi chilometri sono esposti al vento e soggetti a repentini cambiamenti meteorologici. Anche in estate non è raro trovare temperature basse, nebbia o piccoli residui di ghiaia portati sulla carreggiata dall’acqua. La strada rimane piacevole, ma richiede una guida pulita, soprattutto nei tornanti e nelle curve che nascondono il tratto successivo.

La discesa sul versante settentrionale è più severa. Alcuni passaggi sono stretti e il fondo può presentare rattoppi, sporco ai margini oppure materiale trascinato dai pendii. Perdendo quota ricompaiono gli alberi e la strada entra nella valle che conduce verso Campo di Trens e Vipiteno. Qui cambiano nuovamente temperatura e traffico. Dopo il relativo isolamento del Pennes si torna tra paesi, incroci e attività commerciali. Vipiteno è anche uno dei punti più comodi per una sosta o per rifornire, evitando di affrontare il valico successivo con l’indicatore della benzina impegnato in previsioni pessimistiche.

Da Vipiteno si procede verso Casateia e si imbocca la SS 44 in direzione del Passo Giovo. La salita attraversa la Val Giovo con una sequenza più serrata di curve e tornanti. Il fondo, in condizioni normali, offre una buona aderenza, anche se la strada risente del clima alpino e delle manutenzioni stagionali. Il Passo Giovo, a circa 2.094 metri, collega la Valle Isarco con la Val Passiria ed è il collegamento più diretto tra Vipiteno e Merano. Rispetto al Pennes è generalmente più frequentato. Motociclisti, ciclisti, automobili e mezzi turistici impongono di non allargare le traiettorie, neppure quando la curva sembra invitare a farlo.

La discesa verso San Leonardo in Passiria è lunga e varia. Nella parte alta prevalgono tratti aperti, tornanti e visuali profonde sulla valle. Più in basso la strada entra tra boschi, abitazioni e piccoli nuclei abitati. Le temperature salgono rapidamente e, proseguendo verso Rifiano e Merano, il paesaggio alpino lascia spazio a vigneti, meleti e vegetazione più mediterranea. Questa escursione termica è una delle caratteristiche tecniche del giro. Nell’arco di poche ore si passa dal caldo del fondovalle all’aria sottile dei valichi, per poi ritrovare nuovamente temperature elevate nella conca meranese.

Attraversata l’area di Merano si continua verso Lana, dove comincia la salita della SS 238 al Passo Palade. È una strada diversa dalle due precedenti. La quota massima è più contenuta, 1.518 metri, e gran parte del percorso si sviluppa nel bosco. La salita è lunga, regolare e ben raccordata, con curve ampie alternate a tornanti più stretti. L’ombra mantiene spesso l’asfalto fresco e in alcuni punti umido. In autunno bisogna considerare anche foglie e terriccio, mentre durante la stagione turistica il traffico può diventare consistente. Partire presto o scegliere un giorno feriale permette di affrontare questo tratto con maggiore continuità.

Dal Passo Palade si scende verso Senale e Fondo, entrando nell’Alta Val di Non. Il paesaggio cambia ancora. Le pareti alpine si allontanano e compaiono altopiani coltivati, paesi ordinati e vaste distese di meleti. Attraverso Fondo, Ronzone e la viabilità che conduce verso Dermulo si raggiunge la zona del lago di Santa Giustina. In questo settore il percorso diventa più scorrevole, anche se gli attraversamenti abitati, le rotatorie e il traffico locale richiedono attenzione.

L’ultimo tratto segue la direttrice della Val di Non verso Taio, la Rocchetta e Mezzolombardo. La strada perde quota con curve veloci, gallerie e tratti dove il traffico commerciale può essere più presente. Dopo l’ambiente raccolto dei valichi, il ritmo cambia inevitabilmente. La traccia GPX completa è disponibile come sempre sul blog. Prima della partenza è opportuno controllare il bollettino ufficiale della viabilità altoatesina, perché Passo Pennes e Passo Giovo possono essere interessati da chiusure stagionali, lavori o limitazioni. Mezzolombardo arriva dopo circa 199 chilometri, quando le montagne si aprono sulla Piana Rotaliana e la strada torna definitivamente alla quota del fondovalle.


Passo Pennes, Passo Giovo e Passo Palade in moto

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Sergio De Amicis "Mr Patterson"

Sergio De Amicis è una figura eclettica di Verona, noto per la sua attività imprenditoriale, sportiva e avventurosa. È co-fondatore di Enetek Servizi, azienda specializzata in impianti di climatizzazione e riscaldamento. Il suo lavoro tecnico si affianca a una forte passione per le arti marziali, che pratica e insegna da decenni, con esperienze nel Vovinam Viet Vo Dao, nel Krav Maga, nel Kali filippino e nella difesa personale con il metodo Survival Fight, di cui è fondatore. Avventuriero per vocazione, è uno dei soci fondatori dei SerCant Adventures, club noto nel mondo del canyoning, con centinaia di esplorazioni in forre italiane e internazionali. È anche autore del blog Mister Patterson – Dog on the Road, dove racconta i suoi viaggi in moto attraverso l’Italia e l’Europa, pubblicando itinerari GPX gratuiti, foto, video e racconti che uniscono turismo, cultura, enogastronomia e spirito solitario. Nel suo tempo libero si dedica alla scrittura e alla spiritualità legata alla natura, ed è anche pastore della religione del Dudeismo. Mantiene una riservatezza discreta sulla vita privata, condividendo online solo ciò che riguarda passioni, esperienze e progetti.

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