In moto sulla Strada della Forra di Tremosine

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La Strada della Forra di Tremosine è una di quelle strade che sembrano progettate da un ingegnere con molta competenza e pochissima voglia di annoiarsi. Parte dalla Gardesana occidentale, poco sopra il livello del Lago di Garda, e risale verso l’altopiano di Tremosine infilando la moto dentro una gola stretta, scavata nei secoli dal torrente Brasa. In pochi chilometri si passa dall’aria mite del lago alla quota più fresca dei borghi alti, con un dislivello netto che si sente subito nel motore, nei tornanti e nella luce che cambia dentro la roccia.

Il tracciato è breve, ma non va sottovalutato. Qui non si guida per fare media, anche perché sarebbe abbastanza stupido, attività nella quale il genere umano eccelle già senza bisogno di una moto. La carreggiata è stretta, le curve sono chiuse, alcune gallerie sono scavate direttamente nella parete e la visibilità cambia di continuo. In diversi punti la strada sembra più una feritoia nella montagna che una provinciale. L’asfalto, nei tratti sistemati, è generalmente buono, ma l’umidità della forra, le zone d’ombra, qualche detrito e la presenza di traffico turistico impongono una guida pulita, prudente, senza tagliare le curve e senza fidarsi troppo dell’entusiasmo di chi arriva in senso opposto con l’auto presa a noleggio.

La storia della Forra spiega bene perché questa strada sia diventata quasi mitologica. Prima della sua costruzione, l’altopiano di Tremosine era collegato al lago soprattutto da mulattiere e sistemi di trasporto rudimentali. L’idea prese forma alla fine dell’Ottocento e trovò sostegno in figure locali come don Giacomo Zanini, don Michele Milesi e Arturo Cozzaglio, con l’appoggio politico di Giuseppe Zanardelli. Dopo anni di lavori difficili, la strada fu inaugurata il 18 maggio 1913. Non fu solo una strada panoramica, ma un’infrastruttura essenziale per rompere l’isolamento delle frazioni alte.

Percorrerla oggi significa attraversare un’opera tecnica che ha mantenuto un rapporto stretto con il paesaggio. Il tratto più caratteristico è quello dentro la gola, dove la roccia incombe sopra il casco e il torrente resta sotto, quasi nascosto. Le pareti verticali, le curve cieche, i piccoli ponti e le aperture improvvise verso il Garda creano un ambiente raro, più da strada alpina compressa che da classico itinerario lacustre.

Negli ultimi anni la Forra ha vissuto chiusure e lavori importanti per movimenti franosi e interventi di messa in sicurezza. Le informazioni turistiche locali indicano la riapertura dal 13 marzo 2026, con senso unico permanente a salire nel tratto dall’incrocio con la Gardesana fino al ristorante La Forra, mentre altri tratti mantengono regolazioni specifiche di percorrenza. Prima di partire conviene sempre controllare lo stato aggiornato, perché qui la montagna decide spesso prima dell’uomo, e lo fa senza mandare una PEC.

In moto è meglio affrontarla al mattino presto o fuori dai giorni di massimo afflusso. La Forra non chiede velocità, chiede rispetto. Si sale piano, si lascia lavorare il motore, si guarda lontano quando la strada lo permette e vicino quando la roccia stringe. Arrivati a Tremosine Alta, il Garda resta sotto, largo e luminoso, mentre la strada si apre verso l’altopiano. La traccia GPX completa è disponibile come sempre sul blog.


La Strada della Forra

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Sergio De Amicis "Mr Patterson"

Sergio De Amicis è una figura eclettica di Verona, noto per la sua attività imprenditoriale, sportiva e avventurosa. È co-fondatore di Enetek Servizi, azienda specializzata in impianti di climatizzazione e riscaldamento. Il suo lavoro tecnico si affianca a una forte passione per le arti marziali, che pratica e insegna da decenni, con esperienze nel Vovinam Viet Vo Dao, nel Krav Maga, nel Kali filippino e nella difesa personale con il metodo Survival Fight, di cui è fondatore. Avventuriero per vocazione, è uno dei soci fondatori dei SerCant Adventures, club noto nel mondo del canyoning, con centinaia di esplorazioni in forre italiane e internazionali. È anche autore del blog Mister Patterson – Dog on the Road, dove racconta i suoi viaggi in moto attraverso l’Italia e l’Europa, pubblicando itinerari GPX gratuiti, foto, video e racconti che uniscono turismo, cultura, enogastronomia e spirito solitario. Nel suo tempo libero si dedica alla scrittura e alla spiritualità legata alla natura, ed è anche pastore della religione del Dudeismo. Mantiene una riservatezza discreta sulla vita privata, condividendo online solo ciò che riguarda passioni, esperienze e progetti.

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