La Sdruzzinà in moto: i tornanti della SP 211 da Ala alla Lessinia


La SP 211 in moto: curve, pendenze e boschi sopra Ala.

La Sdruzzinà non è una strada da affrontare distrattamente. Parte dalla Vallagarina, poco a sud di Ala, e in pochi chilometri cambia completamente prospettiva: sotto resta l’Adige con i suoi paesi, i vigneti e la ferrovia; davanti si alza il versante verde e ripido che porta verso Sega di Ala e il Passo delle Fittanze. È la SP 211 dei Monti Lessini, una provinciale che sulla carta misura poco più di tredici chilometri ma riesce a farsi ricordare molto più di tante strade ben più lunghe.

L’imbocco è dalla SS 12, in località Sdruzzinà. I primi metri quasi non lasciano intuire la faccenda, poi la montagna prende il comando e la carreggiata comincia a salire con decisione. Non c’è spazio per prendere ritmo da turismo distratto: i tornanti arrivano presto, stretti e ravvicinati, uno sopra l’altro sul fianco della montagna. La moto lavora di coppia, soprattutto se si viaggia carichi o in due, e conviene tenere una marcia che permetta di uscire dalle curve senza strappare.

L’asfalto è generalmente buono, ma è una strada di montagna vera, stretta e circondata da boschi. In primavera e dopo i temporali bisogna mettere in conto foglie, rametti, umidità nelle zone d’ombra e qualche tratto sporco portato giù dai versanti. Nelle curve più chiuse l’errore classico è entrare troppo allegri, accorgendosi tardi che dall’altra parte può arrivare un’auto, un furgone o un ciclista che sta facendo il suo personale regolamento di conti con la gravità.

Per circa sette chilometri la pendenza resta attorno al dieci per cento, con punte più severe nella parte centrale. La strada non concede grandi rettilinei e non offre pause vere, se non qualche breve allentamento utile a guardare in basso e rimettere ordine nella guida. Dal drone si vede bene quanto sia incisa nel versante: una sequenza di curve che sembra disegnata con pazienza sopra il bosco, con la Vallagarina distesa ai piedi e le pareti rocciose dall’altra parte della valle.

In moto è un percorso tecnico senza essere impossibile. Le curve non sono tutte uguali, ed è proprio questo il suo pregio. Ci sono tornanti quasi da fermo, raccordi più ampi dove la moto può scorrere, tratti appoggiati al pendio e altri dove il bosco chiude la visuale fino all’ultimo metro. I guardrail non sono continui e in alcuni punti il panorama arriva improvviso, perciò vale la vecchia regola che salva sempre le gite migliori: si guarda lontano, si guida puliti e non si usa la strada per dimostrare nulla a nessuno.

Dopo la parte iniziale la vegetazione diventa più fitta. Il caldo della valle si attenua, l’aria cambia e le pareti di roccia calcarea cominciano a comparire tra gli alberi. Attorno a Malga Riondera il paesaggio lascia respirare un poco, ma la SP 211 riprende a salire con tratti che arrivano intorno al quindici per cento. Per un motociclista non è una difficoltà estrema, ma richiede attenzione nelle manovre lente e un uso morbido del gas, specie con pneumatici freddi o asfalto umido.

La Sdruzzinà è nota anche al mondo del ciclismo. La salita verso Sega di Ala fu affrontata dal Giro d’Italia 2021 e basta percorrerla una volta per capire perché: pendenza costante, tornanti, quota e nessuna possibilità di barare. In moto questo significa soprattutto rispettare chi pedala. Nei fine settimana e nelle stagioni favorevoli è facile trovare biciclette in salita e gruppi in discesa, spesso dietro una curva cieca. Il momento migliore è la mattina presto, quando il traffico è ridotto, la luce entra radente nel bosco e le temperature restano più gentili.

Il tratto più duro termina prima di Sega di Ala, dove la strada si addolcisce e il paesaggio si apre verso prati, malghe e pascoli della Lessinia trentina. Qui la guida si rilassa senza diventare banale. La carreggiata resta stretta, ma le curve sono più distese e la moto torna a respirare. A Sega di Ala si può fare una sosta, poi proseguire verso il Passo delle Fittanze e rientrare nel Veronese, magari puntando verso Peri, Sant’Anna d’Alfaedo o la dorsale della Lessinia.

È un collegamento breve, utile e spettacolare, ma non va trattato come una scorciatoia tra la valle e l’altopiano. La Sdruzzinà è una strada che chiede presenza, regala panorami enormi e lascia in testa quella successione di tornanti vista dall’alto. La traccia GPX completa è disponibile come sempre sul blog.

Sergio De Amicis "Mr Patterson"

Sergio De Amicis è una figura eclettica di Verona, noto per la sua attività imprenditoriale, sportiva e avventurosa. È co-fondatore di Enetek Servizi, azienda specializzata in impianti di climatizzazione e riscaldamento. Il suo lavoro tecnico si affianca a una forte passione per le arti marziali, che pratica e insegna da decenni, con esperienze nel Vovinam Viet Vo Dao, nel Krav Maga, nel Kali filippino e nella difesa personale con il metodo Survival Fight, di cui è fondatore. Avventuriero per vocazione, è uno dei soci fondatori dei SerCant Adventures, club noto nel mondo del canyoning, con centinaia di esplorazioni in forre italiane e internazionali. È anche autore del blog Mister Patterson – Dog on the Road, dove racconta i suoi viaggi in moto attraverso l’Italia e l’Europa, pubblicando itinerari GPX gratuiti, foto, video e racconti che uniscono turismo, cultura, enogastronomia e spirito solitario. Nel suo tempo libero si dedica alla scrittura e alla spiritualità legata alla natura, ed è anche pastore della religione del Dudeismo. Mantiene una riservatezza discreta sulla vita privata, condividendo online solo ciò che riguarda passioni, esperienze e progetti.

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