Itinerario in moto tra la Strada del Vino e la Val di Non
Dal Lago di Caldaro alla Val di Non in moto, passando per la Mendola
La traccia prende avvio nella zona di Termeno, poco a sud di Caldaro, e misura circa 96 chilometri. Non è un itinerario lungo, ma concentra in una distanza relativamente contenuta tre ambienti molto diversi: i vigneti dell’Oltradige, la salita rocciosa del Passo della Mendola e l’altopiano coltivato della Val di Non. Il punto finale si trova a Frangarto, frazione di Appiano sulla Strada del Vino, alle porte di Bolzano.
Da Termeno si procede verso nord seguendo la Strada del Vino dell’Alto Adige. La carreggiata attraversa una campagna ordinata, occupata quasi interamente da vigneti, masi e aziende agricole. Siamo a poco più di 200 metri di quota e il clima, soprattutto durante l’estate, può essere decisamente caldo. Non è raro partire con oltre trenta gradi e trovare aria molto più fresca meno di un’ora dopo, una volta raggiunta la Mendola.
Il passaggio verso Caldaro avviene su strade ben tenute, con curve morbide e numerosi accessi laterali. Qui non serve una guida aggressiva. Trattori, mezzi agricoli, ciclisti e automobili che entrano nelle cantine fanno parte del paesaggio quanto i filari. Durante la vendemmia può comparire anche un po’ di terra sull’asfalto, soprattutto vicino agli ingressi dei poderi. Nulla di drammatico, purché si guardi la strada invece delle insegne delle enoteche, attività che in moto produce risultati generalmente migliori.
Caldaro si trova ai piedi della Costiera della Mendola, mentre il lago rimane più in basso, sul lato orientale dell’abitato. Il territorio fa parte della Strada del Vino dell’Alto Adige, un percorso che collega sedici comuni tra Nalles e Salorno. Attraversato il paese, la traccia punta verso Pianizza di Sopra e raggiunge l’innesto della SS42.
Da questo momento cambia tutto. La montagna chiude l’orizzonte, la vegetazione si infittisce e la strada comincia a salire con decisione. Il Passo della Mendola raggiunge quota 1.363 metri e collega l’Oltradige con l’Alta Val di Non. Sul versante altoatesino la salita supera circa 900 metri di dislivello attraverso una sequenza di tornanti e tratti scavati sotto la parete rocciosa.
L’asfalto è generalmente buono, ma alcuni raccordi e rattoppi possono rendere meno uniforme la traiettoria. Le curve sono leggibili, alternate a traversi più veloci, con parapetti e punti esposti che permettono di vedere Caldaro, la Valle dell’Adige e, quando l’aria è limpida, le montagne sul versante opposto. La carreggiata non è particolarmente stretta, tuttavia nei tornanti conviene mantenere una linea prudente. Autobus, camper e ciclisti possono occupare più spazio del previsto.
Il traffico aumenta nei fine settimana estivi, mentre al mattino presto la salita è più scorrevole e la temperatura gradevole. Nei tratti in ombra possono restare umidità, foglie e piccoli depositi di ghiaia, specialmente dopo un temporale. Sul passo sono presenti bar e strutture dove fermarsi, ma il rifornimento è più comodo a Caldaro, Appiano, Fondo oppure nella zona di Cles.
Superata la Mendola, la discesa verso Ronzone, Sarnonico e Cavareno è più aperta. Il panorama cambia nuovamente. La roccia lascia spazio a boschi, prati e frutteti, mentre la quota rimane per diversi chilometri vicina ai mille metri. La strada permette un’andatura regolare, con curve ampie e buona visibilità, anche se gli attraversamenti dei paesi richiedono attenzione. Qui la moto scorre bene senza bisogno di forzare, e proprio per questo è facile arrivare troppo allegri alla prima rotonda.
Da Cavareno la traccia scende attraverso Romeno e Sanzeno, entrando nella parte centrale della Val di Non. Il territorio non è una valle stretta nel senso tradizionale. È un ampio altopiano inciso profondamente dal torrente Noce e dai suoi affluenti, con paesi distribuiti sui due versanti e grandi distese di meleti. Le variazioni di quota sono continue ma mai estreme.
Raggiunta Dermulo, il percorso si avvicina al Lago di Santa Giustina, il grande bacino artificiale formato dallo sbarramento del Noce. La traccia prosegue nella zona settentrionale del lago e risale verso gli abitati oggi riuniti nel comune di Novella. Le strade locali presentano carreggiate più raccolte, curve ravvicinate e qualche tratto nel bosco. Il fondo è asfaltato, ma può essere meno uniforme rispetto alla SS42, con giunti, rattoppi e materiale portato sulla sede stradale dai mezzi agricoli.
Il passaggio tra Cagnò, Revò, Cloz e Brez attraversa una delle zone più tranquille dell’itinerario. I meleti seguono il profilo delle colline e lasciano apparire, a tratti, le gole scavate dal torrente Novella. Qui conta più la precisione che la velocità. Le curve cambiano raggio, gli incroci sono frequenti e qualche casa si affaccia direttamente sulla carreggiata.
Da Brez si raggiunge Fondo, principale centro dell’Alta Val di Non e punto utile per una sosta o per fare rifornimento. La traccia ritrova quindi la SS42 e ripercorre il collegamento verso il Passo della Mendola. Affrontata in direzione opposta, la strada mostra un carattere diverso. Il versante trentino sale gradualmente, mentre la vera discesa comincia oltre il valico.
Sul lato di Caldaro i tornanti richiedono una buona gestione del freno motore e uno sguardo lungo. La temperatura cresce rapidamente, il bosco si dirada e tornano i vigneti. Raggiunto l’Oltradige, il percorso passa nell’area di Appiano e prosegue verso Frangarto, a circa 250 metri di quota, dove termina nei pressi di Castel Firmiano. La montagna resta alle spalle, con la linea della Mendola ormai alta sopra i filari. La traccia GPX completa è disponibile come sempre sul blog.
Itinerario in moto tra la Strada del Vino e la Val di Non
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