Il Monte Grappa in moto lungo il versante di Porteghetti

Di Gabriele Dalla Porta from Cornuda, Italia - MONTE GRAPPA, CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=33189623

Il Monte Grappa offre parecchi modi per complicarsi piacevolmente la giornata in moto. Si può salire da uno dei versanti più conosciuti, raggiungere la zona sommitale, bere qualcosa e tornare verso la pianura con la ragionevole soddisfazione di aver fatto il proprio dovere. Oppure si può seguire una traccia come questa, lunga circa 122 chilometri, che parte da Crespano del Grappa, attraversa ripetutamente il settore settentrionale del massiccio e termina a Cismon del Grappa passando dalla strada di Porteghetti. È una soluzione meno lineare, con diversi cambi di quota e una parte centrale percorsa più volte. In pratica, il Grappa non viene semplicemente attraversato. Viene studiato con una certa ostinazione.

Da Crespano del Grappa si comincia a salire quasi subito, lasciando alle spalle la fascia pedemontana trevigiana. Il paese si trova poco sotto i 300 metri di quota e il passaggio verso la montagna è netto. Le case diventano più rade, la vegetazione si stringe attorno alla carreggiata e le pendenze obbligano a trovare presto un ritmo regolare. La strada è asfaltata, ma non sempre larga e uniforme. Nei tratti ombreggiati possono restare umidità, foglie e piccoli residui trascinati dall’acqua, soprattutto fuori dalla stagione estiva. Conviene guidare lasciando respirare la moto, senza entrare nelle curve con l’ottimismo di chi pensa che dietro ogni tornante ci sia necessariamente asfalto pulito.

La salita attraversa il versante meridionale del massiccio e porta rapidamente sopra i mille metri. I tornanti sono frequenti, alternati a tratti più distesi nei quali si percepisce la quota guadagnata. Cambiano anche luce e temperatura. Il bosco protegge dal sole e trattiene l’umidità, poi si apre lasciando spazio ai prati, alle malghe e alle dorsali spoglie del Grappa. In pochi chilometri si passa dalla pianura veneta a un ambiente decisamente montano, esposto al vento e soggetto a cambiamenti meteorologici molto rapidi.

La traccia raggiunge una quota massima registrata di circa 1.720 metri, restando nell’area superiore del massiccio e vicino a Cima Grappa, la cui vetta arriva a 1.775 metri. Qui la guida cambia ancora. Le curve sono generalmente più leggibili, ma il fondo può presentare rattoppi, crepe e ghiaia portata ai margini della carreggiata. In alcuni punti il panorama si apre verso la pianura, in altri verso la valle del Brenta e il Feltrino. Non è però una strada da affrontare distratti dal paesaggio. La carreggiata resta una strada di montagna, frequentata da ciclisti, escursionisti, animali al pascolo e veicoli che spesso occupano più spazio di quanto il buon senso consiglierebbe.

Il passaggio nella zona sommitale ricorda anche la funzione militare avuta dal Grappa durante la Prima guerra mondiale. Strade, gallerie, postazioni e collegamenti furono realizzati o ampliati per sostenere il fronte dopo Caporetto. Il Sacrario di Cima Grappa custodisce i resti di oltre ventimila soldati italiani e austroungarici. Anche attraversando il massiccio senza fermarsi a lungo, è difficile considerare queste montagne come un semplice campo giochi per motociclisti. La strada rimane piacevole da guidare, certo, ma corre dentro una geografia segnata pesantemente dalla storia.

Superata la parte più alta, l’itinerario piega verso nord e comincia a perdere quota in direzione di Seren del Grappa. La discesa richiede una guida ordinata. Alcuni tornanti chiudono più del previsto, la pendenza mette alla prova i freni e nei tratti dentro il bosco la visibilità diminuisce. Meglio usare il freno motore e conservare un margine, perché incontrare un ramo, una chiazza umida o una manciata di ghiaia a moto già inclinata è un’esperienza istruttiva, ma non necessariamente da inserire nel programma.

Avvicinandosi a Seren il paesaggio si addolcisce. Compaiono prati, abitazioni sparse e piccoli nuclei rurali, mentre la montagna lascia intravedere la valle dello Stizzon e il settore del Feltrino. In questa parte sono più facili anche una sosta e un eventuale rifornimento, mentre sulle strade alte del Grappa non conviene affidarsi alla speranza. Partire con carburante sufficiente è una precauzione banale, ma continua a funzionare sorprendentemente bene.

La particolarità della traccia emerge proprio sul versante settentrionale. Dopo la prima discesa, il percorso torna a salire verso Forcelletto e la viabilità alta, ripercorre parte del collegamento con Seren e affronta nuovamente la montagna. Non è quindi un classico anello continuo. Ci sono tratti sovrapposti e cambi di direzione che portano il dislivello complessivo ben oltre quello di una sola salita. Per chi vuole guidare, e non semplicemente raggiungere una destinazione, è una caratteristica interessante. Permette inoltre di leggere la stessa strada in entrambi i sensi, scoprendo quanto una curva apparentemente semplice in salita possa diventare più impegnativa quando la si affronta in discesa.

Tornati ancora una volta nella parte alta, la traccia abbandona il collegamento principale con Seren e si dirige verso il margine occidentale del massiccio. La strada si fa più appartata e meno accomodante. La discesa verso Porteghetti presenta carreggiata stretta, numerosi tornanti e tratti nei quali vegetazione e pareti rocciose riducono la visuale. Non è il posto adatto per improvvisare traiettorie larghe. Occorre considerare la possibile presenza di veicoli in senso contrario, anche quando la strada sembra dimenticata dal resto del mondo.

Scendendo attraverso la Val Cesilla, la quota cala rapidamente e il clima cambia ancora. Il bosco diventa più fitto, l’aria meno esposta e le pareti della valle del Brenta cominciano a chiudere l’orizzonte. Porteghetti è il passaggio che collega questa strada secondaria con Cismon del Grappa. L’ultimo tratto porta verso il fondovalle, a circa 300 metri di altitudine, dove ricompaiono la viabilità ordinaria e il corso del Brenta. Dopo 122 chilometri, tre province sfiorate e parecchi metri di quota guadagnati più di una volta, la traccia termina a Cismon senza bisogno di aggiungere altro. La montagna, in compenso, ha già detto parecchio.


Il Monte Grappa in moto lungo il versante di Porteghetti

  • Formato pronto per computer, tablet e smartphone. Ottimizzato per OSMAND

Formato TRACCIA GPX

Download gratuito · 🔒 Accesso controllato tramite email
Scaricando questa traccia GPX accetti il trattamento dei dati personali ai fini della gestione del download e delle comunicazioni relative al progetto Mister Patterson Dog on the Road. I dati non saranno ceduti a terzi. Puoi richiedere la cancellazione in qualsiasi momento. Consulta la Privacy Policy.

Sergio De Amicis "Mr Patterson"

Sergio De Amicis è una figura eclettica di Verona, noto per la sua attività imprenditoriale, sportiva e avventurosa. È co-fondatore di Enetek Servizi, azienda specializzata in impianti di climatizzazione e riscaldamento. Il suo lavoro tecnico si affianca a una forte passione per le arti marziali, che pratica e insegna da decenni, con esperienze nel Vovinam Viet Vo Dao, nel Krav Maga, nel Kali filippino e nella difesa personale con il metodo Survival Fight, di cui è fondatore. Avventuriero per vocazione, è uno dei soci fondatori dei SerCant Adventures, club noto nel mondo del canyoning, con centinaia di esplorazioni in forre italiane e internazionali. È anche autore del blog Mister Patterson – Dog on the Road, dove racconta i suoi viaggi in moto attraverso l’Italia e l’Europa, pubblicando itinerari GPX gratuiti, foto, video e racconti che uniscono turismo, cultura, enogastronomia e spirito solitario. Nel suo tempo libero si dedica alla scrittura e alla spiritualità legata alla natura, ed è anche pastore della religione del Dudeismo. Mantiene una riservatezza discreta sulla vita privata, condividendo online solo ciò che riguarda passioni, esperienze e progetti.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

errore: Content is protected !!