Lessinia e Colli Euganei in sella alla BMW R12 GS


Sabato 28 marzo 2026 è una di quelle giornate che partono senza bisogno di pensarci troppo. Aria fresca, luce pulita e la voglia semplice di stare in moto. La BMW R12 GS è lì, pronta, e basta accenderla per capire che sarà un giro fatto più di sensazioni che di numeri.

Si esce da Bussolengo con calma, senza fretta. La pianura serve a entrare nel ritmo, a sciogliere le mani e a trovare quella sintonia tra gas e strada che arriva sempre dopo pochi chilometri. Il traffico è quello giusto, presente ma mai fastidioso, e la direzione verso Negrar segna subito il cambio di scenario.

La Valpolicella non si presenta mai in modo brusco, entra piano. Le curve arrivano senza avvertire, la strada comincia a salire e scendere con continuità e i vigneti accompagnano lo sguardo senza distrarre. È una guida che invita a non forzare, a stare dentro il ritmo naturale della strada. La R12 GS qui è perfettamente a suo agio, leggera nei cambi di direzione, stabile quando serve.

Superato Montecchio, la strada si fa un filo più raccolta. Verso Vigo e Alcenago si sale senza accorgersene davvero, ma lo senti. Cambia l’aria, cambia il silenzio, cambia anche la luce nei tratti più ombreggiati. Ci sono punti dove l’asfalto è perfetto e altri dove racconta qualche stagione in più, ma non è mai qualcosa che rovina la guida. Basta restare fluidi.

Cerro è uno di quei paesi in cui si entra senza fretta, quasi per rispetto. Le case sono vicine alla strada, le curve più strette, e si rallenta in modo naturale. Appena fuori, però, la strada riprende respiro e si comincia a salire verso Roverè Veronese, che è uno dei passaggi più belli di questa prima parte.

Qui la guida diventa più interessante. Le curve si susseguono con una certa logica, niente di complicato, ma abbastanza da tenerti concentrato. Non serve andare forte, anzi. È uno di quei tratti dove ti godi ogni curva per quello che è. La moto accompagna, non impone.

Arrivati a Roverè si percepisce chiaramente di essere più in alto. L’aria è più fresca, il paesaggio cambia, il verde diventa più fitto. Verso Velo Veronese la strada si apre un po’, diventa più scorrevole, e si può tenere un passo continuo senza interruzioni.

Poi si scende verso Selva di Progno e qui il carattere cambia di nuovo. La strada si stringe, le curve diventano più ravvicinate, alcune un po’ più chiuse. È un tratto che richiede attenzione ma che restituisce molto. Ogni curva ha il suo perché, e se la affronti nel modo giusto diventa quasi naturale.

La discesa verso San Bortolo è uno di quei momenti in cui ti affidi più al feeling che alla tecnica. Curve strette, pendenza che si fa sentire e quella sensazione di dover sempre guardare un po’ più avanti. Niente di difficile, ma è il tipo di strada che ti tiene dentro.

Vestenanova arriva quasi come una pausa. La strada resta interessante ma meno impegnativa, il paesaggio si apre un po’ e si respira diversamente. Da lì verso Chiampo si scende ancora, con un susseguirsi di curve che accompagnano senza mai diventare monotone.

Chiampo riporta alla realtà del traffico, ma senza stress. È solo un passaggio, il tempo di attraversare e riprendere verso Brendole e Arcugnano, dove tutto cambia ancora. Le colline qui sono diverse, più morbide, più aperte. La guida diventa più rilassata, più fluida.

Longare e poi Grisignano segnano il ritorno alla pianura. Le strade si distendono, il ritmo cambia. Non è meno interessante, è semplicemente diverso. Qui si scorre, si lascia andare la moto senza pensarci troppo.

Taggi di Sopra passa veloce, poi la deviazione verso il Ristorante Cà Novena è quasi una sorpresa. La strada si restringe, torna a muoversi un po’, e sembra di uscire per un attimo dal percorso principale. È uno di quei tratti che capitano per caso ma restano.

Ripartendo verso Piove di Sacco si entra nella pianura vera. Più traffico, più linee dritte, meno curve. Bovolenta e Pernumia sono passaggi rapidi, ma è proprio qui che si ricomincia a salire verso i Colli Euganei.

Arquà Petrarca cambia completamente l’atmosfera. Strade più strette, ritmo più lento, un contesto che ti porta a rallentare senza che qualcuno lo chieda. Anche la moto sembra adeguarsi.

Verso Este la strada torna a scorrere, più larga, più veloce. Poi Noventa Vicentina e Cologna Veneta accompagnano il rientro, senza mai annoiare davvero. Sono quei tratti che servono a chiudere il cerchio.

Belfiore segna il ritorno verso casa, con un traffico che aumenta ma senza diventare pesante. San Martino Buon Albergo è l’ultimo passaggio prima di rientrare completamente.

Lessinia e Colli Euganei in sella alla BMW R12 GS

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