Croazia da Zara a Sveti Juraj attraverso il Velebit

Di Martin Kraft // photo.martinkraft.com, CC BY-SA 3.0, Collegamento

Zara, Velebit e rientro al mare: Croazia interna in BMW R 12 GS

Il giro del 29 maggio 2026 in Croazia, percorso con la BMW R 12 GS, parte da Zara, Zadar nella forma croata, città adriatica con una storia lunga e stratificata, romana, veneziana, austro-ungarica e croata. Le sue mura, inserite nel sistema difensivo veneziano riconosciuto dall’UNESCO, restano sullo sfondo mentre la moto lascia il traffico urbano e comincia a puntare verso l’interno. È lì che il viaggio cambia subito tono. La costa resta alle spalle, insieme al mare, ai camper, agli autobus turistici e a quella guida intermittente che sulle strade litoranee può diventare più esercizio di pazienza che piacere motociclistico.

La traccia GPX del percorso misura circa 219 chilometri e collega Zara a Sveti Juraj attraversando Burilovac Gornji, Dekić, Glavica, Petrali, la strada 59113, Lovinac, la 5165, Brkići, Pavlice, la 591100, Villa Suzana, la 50, Medak, Gospić, la 25, Novoselo Trnovačko, ancora la 25, Brušane, la 5199, la 5126, Štirovača, Krasno e Oltari. Alcuni nomi dei paesi croati non sono facili da scrivere, ricordare o digitare correttamente, e fingere il contrario sarebbe una cortesia inutile. Scaricando però la traccia e seguendola sul navigatore, il percorso diventa ripetibile al cento per cento, senza dover interpretare ogni cartello come se fosse un esame di linguistica slava.

Uscendo da Zara, la strada attraversa prima una fascia ancora abitata, con rotonde, incroci e asfalto generalmente buono ma non sempre omogeneo. Poi, verso Burilovac Gornji, Dekić e Glavica, il paesaggio si apre. Le case si diradano, la vegetazione mediterranea lascia spazio a una campagna più asciutta, fatta di pietra, muretti, accessi sterrati e carreggiate secondarie. Il fondo è quasi sempre asfaltato, ma richiede attenzione. In diversi punti possono comparire ghiaietta, sporco portato dai trattori, rattoppi trasversali e piccoli cambi di grip. Nulla di drammatico, ma abbastanza per ricordare che la traiettoria pulita vale più della fretta.

Verso Petrali e la strada 59113 la guida diventa più fluida. Le curve sono leggibili, non particolarmente strette, ma spesso raccordate in modo irregolare. La BMW R 12 GS si muove bene in questo contesto: è agile, semplice da inserire, stabile sul misto e meno impegnativa delle grandi maxi cariche come muli in vacanza. Non serve forzarla. Qui il piacere sta nel mantenere ritmo, sguardo lungo e margine, lasciando che la strada accompagni verso l’interno della Lika.

Lovinac segna l’ingresso in una Croazia più continentale. L’altitudine sale senza brutalità, ma il cambiamento si sente nella luce, nell’aria e nel paesaggio. I campi carsici, le ondulazioni e le montagne sullo sfondo cominciano a preparare il Velebit. Sulla 5165, passando per Brkići e Pavlice, la strada resta piacevole, con tratti scorrevoli alternati a curve più raccolte. L’asfalto non è sempre perfetto, qualche bordo è sporco e nei punti meno esposti il fondo può conservare umidità. È una guida da motociclista sveglio, non da passeggero del proprio entusiasmo.

Dopo Villa Suzana, la strada 50 porta verso Medak e Gospić. Qui il percorso si appoggia a una direttrice più importante, con carreggiata più ampia e fondo mediamente migliore. Gospić è il principale centro della Lika e rappresenta una sosta logica per carburante, acqua e pausa. Poco distante si trova Smiljan, luogo di nascita di Nikola Tesla, riferimento culturale importante della zona. Ma il senso del giro non è fermarsi a compilare cartoline: è attraversare un territorio vero, meno turistico della costa, più ruvido e silenzioso.

Da Gospić, seguendo la 25 verso Novoselo Trnovačko e Brušane, il Velebit comincia a farsi sentire. La strada sale, la vegetazione aumenta, l’aria diventa più fresca. Brušane introduce alla parte più montana del giro. Sulle strade 5199 e 5126 la guida richiede precisione: curve in ombra, fondo variabile, possibili sassolini, foglie, aghi di pino e rami nei tratti boscati. Il traffico è scarso, ma proprio per questo non bisogna rilassarsi troppo. Quando sei lontano dai centri abitati, anche una sciocchezza meccanica o una scivolata stupida diventano subito più interessanti di quanto desideri.

Štirovača, intorno ai 1100 metri di quota, è uno dei passaggi più belli del percorso. Nel Velebit settentrionale, tra boschi di conifere, sorgenti e ambiente carsico, la Croazia cambia completamente pelle. Dopo la luce dura dell’interno, qui arrivano ombra, fresco e silenzio. La R 12 GS lavora bene: posizione alta, buon controllo, motore pronto ma non invadente. Conviene guidare rotondi, senza tagliare le curve e senza cercare prestazioni inutili. La strada premia chi legge il fondo, non chi recita la parte dell’eroe in solitaria.

Da Štirovača si prosegue verso Krasno, importante località montana legata al Parco nazionale del Velebit settentrionale. Il paesaggio alterna boschi, radure e case sparse. Poi la traccia scende verso Oltari, preparando il ritorno al mare. La discesa è uno dei momenti più piacevoli della giornata: curve, perdita di quota, luce che cambia, aria che torna più salmastra. Ma va affrontata con rispetto. In discesa ogni errore pesa di più, soprattutto se l’asfalto presenta rattoppi o sporco ai margini.

L’arrivo a Sveti Juraj chiude il giro davanti all’Adriatico, a sud di Senj, con il Velebit alle spalle. Dopo costa, campagna interna, Lika, boschi e quota, il mare torna improvvisamente davanti alla ruota anteriore. La traccia GPX completa è disponibile come sempre sul blog, ed è particolarmente utile per seguire senza incertezze un itinerario fatto di strade vere, nomi complicati e passaggi che meritano attenzione. Cavalletto giù, casco tolto, aria di mare. Il viaggio finisce lì.


Croazia da Zara a Sveti Juraj attraverso il Velebit

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Sergio De Amicis "Mr Patterson"

Sergio De Amicis è una figura eclettica di Verona, noto per la sua attività imprenditoriale, sportiva e avventurosa. È co-fondatore di Enetek Servizi, azienda specializzata in impianti di climatizzazione e riscaldamento. Il suo lavoro tecnico si affianca a una forte passione per le arti marziali, che pratica e insegna da decenni, con esperienze nel Vovinam Viet Vo Dao, nel Krav Maga, nel Kali filippino e nella difesa personale con il metodo Survival Fight, di cui è fondatore. Avventuriero per vocazione, è uno dei soci fondatori dei SerCant Adventures, club noto nel mondo del canyoning, con centinaia di esplorazioni in forre italiane e internazionali. È anche autore del blog Mister Patterson – Dog on the Road, dove racconta i suoi viaggi in moto attraverso l’Italia e l’Europa, pubblicando itinerari GPX gratuiti, foto, video e racconti che uniscono turismo, cultura, enogastronomia e spirito solitario. Nel suo tempo libero si dedica alla scrittura e alla spiritualità legata alla natura, ed è anche pastore della religione del Dudeismo. Mantiene una riservatezza discreta sulla vita privata, condividendo online solo ciò che riguarda passioni, esperienze e progetti.

Una risposta

  1. 29 Giugno 2026

    […] e preparare il giro con un minimo di criterio. Puoi vedere un esempio concreto nell’articolo Croazia da Zara a Sveti Juraj attraverso il Velebit, dove il racconto del percorso è collegato alla traccia GPX. Per approfondire lo spirito del […]

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