Dall’Umbria alla Romagna: una cavalcata tra memoria e leggenda
Da Città di Castello a Faenza: la via delle colline ribelli
11 aprile 2025 – Mister Patterson, cane randagio su due ruote, torna in sella dopo l’ennesima botta al cuore della moto. Marmitta perduta su sterrato il giorno prima, ritrovata un po’ d’anima all’officina di Cinquemiglia, e via… si riparte. Il viaggio oggi è un riscatto, una riparazione interiore e meccanica, e soprattutto un abbraccio lungo e tortuoso alle montagne che si fanno spartiacque fra l’Umbria e la Romagna.
Città di Castello: dove tutto ricomincia
Città di Castello, elegante e fuori dai radar del turismo di massa, è il punto di partenza. Qui l’arte rinascimentale si mescola con l’odore di officina. È la città di Alberto Burri, maestro dell’arte povera, e oggi anche del mio piccolo “Burri meccanico”, che ha saputo ridare voce al motore sfiatato.
Saluto la città che fu contesa tra papi e imperatori, e punto la bussola a nord.
Sansepolcro e La Palazza: ai confini della Toscana ribelle
Attraversando la Valtiberina entro in Sansepolcro, patria di Piero della Francesca. Un luogo che pare dipinto a olio da se stesso. L’aria sa di pane caldo e memoria. Poco fuori, La Palazza mi accoglie con una quiete di altri tempi. In pochi conoscono questo piccolo nucleo rurale che si affaccia sulla valle come un guardiano silenzioso. È una tappa da pellegrino più che da turista.
Viamaggio e Badia Tebalda: l’Appennino sacro e selvaggio
La salita al Passo di Viamaggio è una di quelle curve da ballo lento. L’asfalto si arrampica mentre il cuore si allarga. La vista si apre su un paesaggio ancora brullo, ma vibrante. A Badia Tebalda, piccolo borgo che pare uscito da un racconto di Dino Buzzati, le pietre raccontano di un’abbazia benedettina fondata nell’anno Mille. Si narra che il fantasma dell’abate Gualtiero si aggiri ancora nelle notti di nebbia, alla ricerca di un manoscritto perduto…
Molino di Bascio e Ponte Messa: storie d’acqua e frontiera
Scendendo verso Molino di Bascio, mi colpisce l’architettura povera ma orgogliosa. Qui si respira un’aria di confine, una Romagna che sussurra ancora l’eco del Granducato di Toscana. A Ponte Messa, il fiume Marecchia taglia in due la valle come un bisturi, e i vecchi raccontano ancora delle staffette partigiane che qui trovavano rifugio.
Perticara e Borrello: tra miniere e resistenza
A Perticara, oggi museo a cielo aperto della miniera di zolfo più grande d’Europa, si scava nella memoria. Dal 1917 al 1964, decine di migliaia di operai vi hanno lasciato la pelle e il sudore. È un luogo duro, ma necessario. Un monito.
Poco più avanti, Borrello si presenta con la grazia ruvida dei paesini dimenticati. Una stretta di mano di asfalto e terra, con la vista che si apre sulle gole profonde dell’Appennino.
Predappio: ombre lunghe e verità scomode
Arrivare a Predappio è sempre un’esperienza ambivalente. Da una parte la bellezza architettonica razionalista, dall’altra la pesante eredità storica. Oggi il paese cerca un’identità nuova, fatta di memoria e riflessione. Al bar del centro, si discute di vino e futuro. Il Sangiovese qui ha un’anima complessa, proprio come le strade che ci hanno portato fin qui.
Portico di Romagna e Monte Busca: il cuore di fuoco
La strada verso Portico di Romagna è un nastro di curve perfette. Questo borgo medievale sembra sospeso nel tempo, con i suoi ponti in pietra e le case fortificate. Mi fermo alla fontana, bevo, ascolto.
Poi, su verso il Monte Busca: il cratere più piccolo d’Italia. Un “vulcano” per modo di dire, in realtà una fenditura da cui esce gas metano che brucia perennemente. Sembra un’offerta agli dei antichi. O forse una fiaccola per motociclisti solitari.
Tredozio e Modigliana: profumo di tigelle e poesia
Tredozio è un borgo discreto ma nobile. Qui la cucina è un atto d’amore: frittelle, tagliatelle fatte a mano, e tigelle calde con squacquerone. Poco oltre, Modigliana si presenta con i suoi ponti medievali e le case appese alla collina. Terra di artisti e sognatori. Qui visse il pittore Silvestro Lega, uno dei grandi macchiaioli.
Arrivo a Faenza: tra ceramiche e malinconia
Faenza è una meta e un ritorno. Città nobile, di botteghe antiche e mani che modellano la terra. Il centro storico vibra di vita semplice. Le ceramiche raccontano secoli di storia e bellezza. Io parcheggio la moto, tolgo il casco, e lascio che il silenzio faccia il resto.
GPX scaricabile
Come sempre, puoi scaricare il percorso GPX completo di questo viaggio sul blog misterpatterson.blog, nella sezione dedicata agli itinerari. Curva dopo curva, troverai tracce di memoria, leggenda, storia e libertà.
Curiosità enogastronomiche lungo il percorso
- Torta al testo (Città di Castello)
- Pan ficato (Sansepolcro)
- Castrato alla brace (Badia Tebalda)
- Formaggio di fossa (Perticara)
- Sangiovese Riserva (Predappio)
- Squacquerone e tigelle (Tredozio)
- Piadina con rucola e crudo (Modigliana)
Prossima meta? Non lo so. Come diceva il Subcomandante Marcos: “Camminiamo. Non cerchiamo il potere, né la gloria. Solo il cammino.” E con Mister Patterson, ogni strada è una possibilità.


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