Dalle Alpi Marittime alla Valle della Roya: Un’Esplorazione tra Italia e Francia


Il 28 luglio 2023 sono partito da Limone Piemonte con quella convinzione un po’ ottimista che ogni motociclista conosce bene: strada caricata, serbatoio pieno, meteo decente e la sensazione che il mondo, per una volta, possa anche collaborare. Naturalmente il mondo non collabora mai del tutto, altrimenti che gusto ci sarebbe a farci comprare gomme tassellate, navigatori e giacche piene di tasche inutili.

Limone Piemonte, incastrata tra le montagne delle Alpi Marittime, è uno di quei luoghi che sembrano fatti apposta per partire. Non tanto per restarci a lungo, quanto per infilare il casco, chiudere la visiera e puntare verso l’alto. Da lì la strada sale verso il Col di Tenda, passaggio storico tra Italia e Francia, corridoio naturale e militare che per secoli ha visto muoversi eserciti, commercianti, viandanti e oggi motociclisti con più elettronica addosso di una sonda spaziale. La mia idea era semplice: salire, attraversare, scendere verso la valle francese. Troppo semplice, infatti.

Arrivato in zona trovai il cartello che ogni viaggiatore ama come un conto dal dentista: strada chiusa per lavori. Il Col di Tenda, già da tempo interessato da cantieri e interventi di ripristino, non concedeva passaggi facili. A quel punto la giornata prese la piega migliore, cioè quella imprevista. Seguendo una traccia alternativa, sterrata quanto bastava per ricordare alla moto che non era uscita solo per farsi fotografare davanti ai bar, mi ritrovai verso il Forte Marguerie, una delle fortificazioni ottocentesche del sistema difensivo costruito sulle alture del Tenda. Pietra, quota, vento, carreggiata irregolare e quella sensazione netta di stare guidando dentro una geografia severa, non addomesticata.

Il fondo richiedeva attenzione. Non era uno sterrato impossibile, ma nemmeno una passeggiata da cartolina. Sassi smossi, tratti più compatti, qualche canaletta scavata dall’acqua e curve dove conveniva entrare senza fare il fenomeno, perché la montagna ha un senso dell’umorismo pessimo. L’asfalto, quando tornava, sembrava quasi un lusso. Scendendo verso la Valle della Roya, il paesaggio cambiava ritmo: le pareti si aprivano, la strada diventava più guidata, stretta e nervosa, con curve ravvicinate e tratti dove lo sguardo doveva anticipare sempre il possibile arrivo di un’auto larga, di un furgone o di qualche turista convinto che la linea di mezzeria fosse un suggerimento poetico.

San Dalmas de Tende segnò il rientro in una viabilità più leggibile. Da lì proseguii verso Breil sur Roya, seguendo una valle che porta addosso i segni della storia di confine. Questa zona, tra Piemonte, Liguria e Francia, non è mai stata soltanto paesaggio. È stata frontiera, passaggio militare, luogo di scambi e tensioni. Guidarla in moto significa percepire tutto questo senza bisogno di pannelli didattici: basta osservare le strade tagliate nella roccia, i muri di contenimento, i villaggi serrati contro i versanti.

Poi la rotta scese verso Ventimiglia e la frazione di Trucco, prima di risalire lungo strade secondarie come la SP92 e la SP69, entrando nelle pieghe delle valli interne liguri. Qui la moto lavora diversamente. Non ci sono grandi velocità, non ci sono traiettorie ampie. Ci sono tornanti stretti, asfalto spesso rattoppato, ombra improvvisa sotto gli alberi, tratti umidi anche in piena estate e piccoli paesi dove il rumore del motore rimbalza tra le case in pietra. La valle del torrente Barbaria e quella del Nervia sono un invito alla guida precisa, non alla fretta.

Isolabona comparve con le sue case raccolte, i vicoli e quell’impronta ligure dell’entroterra che non ha bisogno di trucco. Qui l’olivo domina ancora il paesaggio, e l’olio della Riviera Ligure resta uno dei prodotti più riconoscibili di queste zone. Pigna, poco oltre, aggiunse un altro pezzo al mosaico: borgo arroccato, pietra, salite strette, aria più fresca e una strada che obbliga a dosare frizione, freno posteriore e pazienza. Tre cose che, guarda caso, l’essere umano tende a consumare troppo in fretta.

Seguendo SP65, SP75 e SP54, il percorso continuò verso Badalucco, altro paese dell’entroterra imperiese legato alla valle Argentina, ai ponti antichi, alla pietra e a una cucina concreta, fatta di olio, verdure, erbe, coniglio, stoccafisso e piatti che non devono convincere nessuno con aggettivi inutili. La strada intanto alternava tratti più scorrevoli a passaggi stretti, dove i muretti laterali sembravano messi lì per ricordarti che la traiettoria giusta non è un’opinione.

Più avanti, verso Rocca Barbena e Bardineto, la Liguria cambiò ancora volto. Meno mare, più montagna. Boschi, quota, aria diversa, luce più secca e un traffico quasi assente, almeno nei momenti giusti della giornata. La moto saliva e scendeva tra vallate secondarie, lontano dalla Liguria da spiaggia e ombrellone, quella che molti conoscono e troppi affollano. Questa era un’altra regione, più ruvida, più vera, meno incline a mettersi in posa.

Alla fine cercai il primo casello utile per rientrare verso Verona. La traccia GPX completa è disponibile come sempre sul blog. Io mi portai dietro polvere, curve, qualche deviazione non prevista e la conferma che spesso il viaggio comincia davvero quando la strada principale decide di chiuderti la porta in faccia. Maleducata, certo. Ma efficace.

 


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Sergio De Amicis "Mr Patterson"

Sergio De Amicis è una figura eclettica di Verona, noto per la sua attività imprenditoriale, sportiva e avventurosa. È co-fondatore di Enetek Servizi, azienda specializzata in impianti di climatizzazione e riscaldamento. Il suo lavoro tecnico si affianca a una forte passione per le arti marziali, che pratica e insegna da decenni, con esperienze nel Vovinam Viet Vo Dao, nel Krav Maga, nel Kali filippino e nella difesa personale con il metodo Survival Fight, di cui è fondatore. Avventuriero per vocazione, è uno dei soci fondatori dei SerCant Adventures, club noto nel mondo del canyoning, con centinaia di esplorazioni in forre italiane e internazionali. È anche autore del blog Mister Patterson – Dog on the Road, dove racconta i suoi viaggi in moto attraverso l’Italia e l’Europa, pubblicando itinerari GPX gratuiti, foto, video e racconti che uniscono turismo, cultura, enogastronomia e spirito solitario. Nel suo tempo libero si dedica alla scrittura e alla spiritualità legata alla natura, ed è anche pastore della religione del Dudeismo. Mantiene una riservatezza discreta sulla vita privata, condividendo online solo ciò che riguarda passioni, esperienze e progetti.

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