Dai Motori alle Montagne: Viaggio attraverso le Dolomiti in Moto
Un viaggio su due ruote non è semplicemente un modo per spostarsi, ma un’esperienza che coinvolge tutti i sensi, soprattutto quando si attraversano le strade avvolte dai paesaggi mozzafiato dell’Alto Adige. Questo itinerario comincia dalla storica cittadina di Chiusa, un gioiello incastonato tra le montagne, famoso per il suo spirito artistico e per le vestigia medievali che ancora oggi si possono ammirare.
La prima tappa ci porta verso la Val di Funes, un vero paradiso per gli amanti delle due ruote, dove il rombo dei motori si fonde armoniosamente con il cinguettio degli uccelli. Questa vallata, incorniciata dalle maestose Odle, offre una vista spettacolare che rende ogni sosta un momento indimenticabile.
Proseguendo verso San Pietro, ci si immerge in un ambiente storico e culturale di rilievo, dove la chiesa di San Pietro, con il suo caratteristico campanile, domina la scena. La strada serpeggia poi verso il Colle Gostner, un luogo meno conosciuto ma che offre scorci panoramici e curve da vero motociclista.
L’ascesa continua verso il Passo di Eores e il Passo delle Erbe, strade che si snodano tra prati e foreste, con angoli e tornanti che metteranno alla prova le abilità di guida di ogni motociclista. Qui, l’aria fresca e pungente si mischia al profumo dei pini e delle erbe alpine.
Arrivati ad Antermoia, ci si può concedere una sosta enogastronomica, degustando i piatti tipici sudtirolesi, dove i sapori forti e genuini come lo speck, i canederli e lo strudel di mele incontrano i vini locali, celebri per la loro qualità e varietà.
La strada si snoda poi lungo la Costalunga, portando i viaggiatori a Longega di Sopra e San Vigilio di Marebbe, due località che offrono un tuffo nella natura incontaminata e nelle tradizioni locali. Il Passo Furcia, con le sue curve ad alta quota, è il preludio perfetto alla discesa verso Valdaora e al Lago di Valdaora, dove la quiete delle acque offre un momento di serena riflessione.
La prima parte del nostro itinerario si conclude con l’arrivo nella Val Pusteria, un corridoio verde tra le montagne che guida i viaggiatori al Lago di Braies. Questo lago, noto come la “perla delle Dolomiti”, è il luogo ideale per riposarsi e meditare sulla bellezza naturale e sull’adrenalina del viaggio appena compiuto.
Ogni curva di questo percorso offre non solo una sfida motociclistica, ma anche l’opportunità di scoprire piccoli angoli di paradiso, di assaporare la cultura enogastronomica locale e di immergersi nella storia di queste terre.
Dopo aver rigenerato corpo e spirito sulle rive del Lago di Braies, il nostro itinerario in moto riprende con rinnovato entusiasmo. Il rombo dei motori risuona tra le eco delle Dolomiti mentre ci avviciniamo a Dobbiaco, conosciuta come la “porta delle Dolomiti” e celebre per la sua vitalità culturale e per il Lago di Dobbiaco, uno specchio d’acqua che riflette le cime imponenti e le foreste lussureggianti.
Il viaggio prosegue poi verso il Lago di Landro, un altro gioiello che offre vedute indimenticabili del monte Cristallo. Qui, i motociclisti possono godere di momenti di pura tranquillità prima di affrontare il Passo Cimabanche, un crocevia storico che durante la Grande Guerra fu teatro di scontri e ora offre una strada impregnata di storia e di paesaggi mozzafiato.
La storia ci segue fino al Castello di Podestagno, rocca medievale che sovrasta la valle e narra storie di epoche lontane. Si può quasi ascoltare l’eco delle battaglie passate tra il rombo delle moto che ci portano alla regina delle Dolomiti: Cortina d’Ampezzo. Qui, tra lusso e sport, ogni motociclista può trovare un momento di meritato riposo, circondato da uno scenario alpino senza paragoni.
Il percorso si inerpica quindi verso il Passo di Giau, una delle strade più scenografiche e appaganti per chi guida su due ruote, con curve che si aprono su panorami senza fine. Il viaggio in moto diventa qui una danza tra cielo e terra, un’esperienza che solo le Dolomiti sanno regalare.
Santa Fosca, con il suo ambiente raccolto, è la tappa successiva, seguita dal Passo Staulanza e dal Passo Duran, dove le strade si fanno più intime e selvagge, offrendo sfide tecniche e panorami unici. Agordo, con la sua storia legata all’estrazione del minerale e alla lavorazione dell’alluminio, offre anche una pausa enogastronomica, dove poter assaporare i piatti della tradizione veneta.
La Forcella Staulanza e il Passo Cereda sono i prossimi passaggi, dove la natura si mostra in tutta la sua forza e dove ogni sosta può trasformarsi in un’occasione per un brindisi con un calice di vino locale. Canal San Bovo, Passo Brocon e Passo di Monte Avena sono le tappe che ci conducono attraverso boschi e valli, fino a Castello Tesino, con le sue radici nella storia e nella cultura montanara.
L’ultima perla di questo viaggio è Borgo Valsugana, un luogo che incarna lo spirito di accoglienza del Trentino e che chiude magnificamente il nostro tour. Qui, dove la Valle del Tesino si apre e accoglie il fiume Brenta, si può riflettere sull’esperienza vissuta, sulle strade percorse e sui paesaggi che hanno accompagnato ogni chilometro.
Con il motore ormai silenzioso, possiamo guardare indietro a questo viaggio non solo come a un insieme di strade e curve, ma come a un percorso fatto di incontri, di sapori, di storie e di immagini che resteranno impresse nella memoria di ogni motociclista. E mentre il tramonto colora di rosa le cime delle montagne, sappiamo che ogni strada percorsa è stata molto più di un semplice tragitto: è stata un’esperienza di vita.
Dai Motori alle Montagne: Viaggio attraverso le Dolomiti in Moto
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- Foto: Mr Paterson

















