Giro in moto tra Verona, Mantova e Rovigo: pianura, argini e strade dimenticate

Taken at Latitude/Longitude:45.231319/11.006738. 0.10 km East Madonna Veneto Italy (Map link)

Inizio ottobre, cielo leggermente velato, aria fresca e quella luce bassa che in pianura sembra arrivare sempre di traverso. Condizioni giuste per un giro in moto on-off senza cercare montagne, passi alpini o tornanti da fotografia eroica. Stavolta la strada parte da Castel d’Azzano, appena fuori Verona, e punta verso sud, dentro quella pianura che molti attraversano distrattamente e che invece, se presa con calma, sa raccontare parecchio. Basta non avere fretta. Concetto complicato, lo so, in un’epoca in cui anche il caffè pare debba avere il turbo.

Da Castel d’Azzano si scende verso la bassa veronese, con strade dritte, curve larghe e campagna aperta. L’asfalto è quello tipico della pianura agricola: tratti buoni, qualche rattoppo, qualche cedimento vicino ai fossi e agli accessi poderali, dove i mezzi agricoli entrano ed escono lasciando terra e ghiaietto. Nulla di drammatico, ma con gomme stradali troppo sportive conviene evitare di fare i fenomeni. Qui la guida è di ritmo, non di piega. Il paesaggio corre basso, tra fossati, canali, filari e campi coltivati, seguendo idealmente la zona del Tartaro, fiume legato alla rete idrografica della bassa veronese.

Bonferraro arriva senza clamore, come spesso succede ai paesi veri. È una frazione del comune di Sorgà, sulla direttrice della SR10 Padana Inferiore, vicino al confine tra Veneto e Lombardia. Il territorio di Sorgà, con Bonferraro, Pontepossero e Pampuro, assunse l’attuale assetto in età napoleonica, nel 1813, dettaglio che ricorda quanto questa pianura sia stata amministrata, divisa, ricucita e attraversata più volte dalla storia.

Superato Bonferraro, la moto continua verso Villimpenta, ormai in provincia di Mantova. La strada rimane facile, ma non banale. Nei pressi dei centri abitati bisogna fare attenzione agli incroci, ai trattori, alle auto che escono dai cortili e a quella fantasia tutta padana di parcheggiare dove teoricamente passerebbe ancora qualcuno. Villimpenta è conosciuta soprattutto per il riso e per la tradizione del risotto alla villimpentese, piatto legato alla cucina mantovana più concreta, quella che non ha bisogno di alzare la voce per farsi ricordare.

Da qui il percorso prende respiro verso le Paludi di Ostiglia, uno dei punti più interessanti del giro. La Riserva naturale Paludi di Ostiglia è stata istituita dalla Regione Lombardia nel 1984 ed è una zona umida legata al Busatello, sopravvissuta alle grandi bonifiche della pianura. La LIPU la descrive come una palude pensile, residuo delle antiche Valli Grandi Veronesi, un ambiente prezioso per uccelli, anfibi e vegetazione palustre.

Qui conviene spegnere un attimo il motore. Non per mistica da catalogo turistico, ma perché il posto lo merita davvero. Canne, acqua ferma, voli bassi, silenzi interrotti solo dai richiami degli uccelli. Per chi arriva in moto, il contrasto è netto: pochi minuti prima asfalto, campi e rumore meccanico; poi questa lentezza umida, antica, quasi ostinata. La pianura, quando vuole, sa essere più selvatica di quanto sembri.

Ostiglia porta il giro verso il Po. Il paese ha sempre avuto un ruolo importante proprio per la sua posizione lungo il grande fiume, confine naturale, via commerciale e linea strategica. La guida in questa zona cambia: gli argini invitano a procedere con attenzione, spesso su strade strette, con fondo non sempre uniforme e possibili residui di fango dopo le piogge. In compenso, lo sguardo si allarga. Il Po non fa scena, non posa. Sta lì, largo e pesante, come se avesse visto passare abbastanza uomini da non impressionarsi più per una moto.

Proseguendo verso Zelo e poi Baruchella si entra nel Polesine. Qui il paesaggio diventa ancora più orizzontale, quasi geometrico. Canali, campi, arginature, case basse, piccoli centri che sembrano nati per resistere più che per apparire. È una zona da percorrere con guida morbida, lasciando scorrere la moto senza strattoni. In autunno il fondo può essere umido anche quando il cielo è pulito, soprattutto nei tratti ombreggiati o vicini ai fossati. Dettaglio poco poetico, quindi utilissimo.

L’arrivo verso Villa Bartolomea riporta in provincia di Verona, chiudendo un anello tra territori agricoli, corsi d’acqua e paesi di confine. Questa parte della bassa è legata anche alla produzione ortofrutticola, con il melone mantovano e le coltivazioni della pianura che restano un riferimento concreto dell’economia locale. Il Consorzio del Melone Mantovano IGP indica un’area produttiva ampia tra Mantova, Cremona, Ferrara, Modena e Bologna, con oltre mille ettari coltivati.

È un giro senza effetti speciali, ed è proprio questo il punto. Castel d’Azzano, Bonferraro, Villimpenta, Paludi di Ostiglia, Ostiglia, Zelo, Baruchella e Villa Bartolomea compongono un itinerario di pianura adatto a chi ama le strade secondarie, i passaggi agricoli, gli argini e quella guida di osservazione che in moto conta quanto la velocità. La traccia GPX completa è disponibile come sempre sul blog. Qui non si cercano montagne da conquistare, ma strade da leggere. Che poi è quasi più difficile, perché la pianura non perdona la distrazione. Si limita a lasciarti andare dritto, finché non capisci che anche il dritto, ogni tanto, ha qualcosa da dire.


Alla Scoperta delle Strade della Pianura: Un Giro in Moto tra Verona, Mantova e Rovigo

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Sergio De Amicis "Mr Patterson"

Sergio De Amicis è una figura eclettica di Verona, noto per la sua attività imprenditoriale, sportiva e avventurosa. È co-fondatore di Enetek Servizi, azienda specializzata in impianti di climatizzazione e riscaldamento. Il suo lavoro tecnico si affianca a una forte passione per le arti marziali, che pratica e insegna da decenni, con esperienze nel Vovinam Viet Vo Dao, nel Krav Maga, nel Kali filippino e nella difesa personale con il metodo Survival Fight, di cui è fondatore. Avventuriero per vocazione, è uno dei soci fondatori dei SerCant Adventures, club noto nel mondo del canyoning, con centinaia di esplorazioni in forre italiane e internazionali. È anche autore del blog Mister Patterson – Dog on the Road, dove racconta i suoi viaggi in moto attraverso l’Italia e l’Europa, pubblicando itinerari GPX gratuiti, foto, video e racconti che uniscono turismo, cultura, enogastronomia e spirito solitario. Nel suo tempo libero si dedica alla scrittura e alla spiritualità legata alla natura, ed è anche pastore della religione del Dudeismo. Mantiene una riservatezza discreta sulla vita privata, condividendo online solo ciò che riguarda passioni, esperienze e progetti.

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