Giro in moto tra Bobbio e Passo del Penice
Bobbio è uno di quei luoghi dove conviene partire senza troppa fretta. Non perché la moto abbia bisogno di poesia prima di salire, ma perché la valle del Trebbia merita almeno uno sguardo fatto bene. Il borgo conserva ancora il peso della sua storia, legata all’abbazia di San Colombano e a quel Ponte Gobbo che attraversa il fiume con la sua linea irregolare, quasi storta apposta per ricordare che le cose troppo dritte, spesso, sono noiose. Da qui il percorso comincia a prendere quota verso il Passo del Penice, lasciandosi alle spalle il fondovalle e infilando una salita progressiva, guidata, mai brutale, ma abbastanza continua da far capire subito che si entra nell’Appennino vero.
La strada verso il Penice sale tra curve ampie, tratti più chiusi e qualche tornante da affrontare con attenzione, soprattutto quando l’asfalto cambia grana e compaiono rattoppi, brecciolino ai margini o sporco portato dalle piogge. Nei giorni feriali il traffico è generalmente gestibile, mentre nei fine settimana la zona richiama motociclisti, ciclisti e automobilisti in cerca d’aria fresca, quindi meglio partire presto e lasciar perdere l’idea eroica di fare i fenomeni tra una curva cieca e l’altra. La SS461 resta una strada piacevole, con buon ritmo e dislivello percepibile, soprattutto quando il bosco comincia a chiudere la luce e la temperatura cala di qualche grado.
Il Passo del Penice, a circa 1.149 metri, segna il passaggio tra Val Trebbia e Valle Staffora. Non è una quota estrema, ma si sente. L’aria cambia, il paesaggio si apre e la strada lascia intuire quella funzione antica di collegamento tra territori che per secoli hanno guardato verso Piacenza, Pavia, Genova e la pianura. Dal passo si può salire verso il Santuario di Santa Maria del Monte Penice, posto sulla sommità del monte, attorno ai 1.460 metri. La deviazione è breve ma più verticale, con pendenze più decise e carreggiata da leggere bene, perché in montagna basta poco per trasformare una bella curva in una piccola lezione di umiltà meccanica.
Arrivati in alto, il Santuario del Monte Penice offre una sosta asciutta, concreta, senza bisogno di inventarsi mistiche da catalogo. La tradizione religiosa del luogo è antica e la posizione domina un’ampia porzione di Appennino, con Bobbio sotto e l’Oltrepò Pavese dall’altra parte. La presenza dei ripetitori sulla vetta toglie un po’ di romanticismo al quadro, ma restituisce verità al paesaggio: anche le montagne, nel mondo reale, devono convivere con antenne, manutenzione e cemento. Si spegne la moto, si lascia raffreddare il motore e ci si prende qualche minuto per guardare la strada appena fatta.
Ripartendo, il giro continua verso il Passo Scarparina e le Vallette di Ceci, in una zona meno ordinata e più ruvida. Qui la guida diventa più tecnica. Le carreggiate possono restringersi, l’asfalto non sempre è uniforme e i cambi di esposizione portano ombra, umidità e qualche tratto sporco sotto le piante. È il genere di strada dove il gas va dosato, senza teatralità. Le curve non sono sempre regolari, alcune chiudono più del previsto, altre si aprono su piccoli crinali o su frazioni sparse, con muretti, accessi laterali e mezzi agricoli che ricordano al motociclista una verità semplice: la strada non è stata costruita per il suo ego.
Il Passo Vallette di Ceci mantiene questo carattere appartato, tra boschi, prati e nuclei rurali. È una parte del percorso che si apprezza guidando rotondi, senza cercare medie inutili. La moto lavora bene se la si lascia scorrere, con una marcia pronta ma non nervosa, usando il freno motore nelle discese e guardando sempre oltre la curva. In primavera e in autunno la luce cambia rapidamente, mentre d’estate il fresco della quota rende il passaggio piacevole, purché non ci si dimentichi che sotto le fronde l’umidità può restare anche quando altrove la strada è asciutta.
Il Passo del Brallo di Pregola, a circa 951 metri, è un altro punto chiave dell’itinerario. Mette in relazione Valle Staffora, Val Trebbia e l’area pavese della Val Tidone, lungo un crinale che guarda verso il Monte Lesima. La strada offre un bel disegno di curve, più scorrevole in alcuni tratti e più stretta in altri, con discese dove conviene non arrivare lunghi. Brallo ha bar e punti di appoggio utili, quindi è una sosta sensata per benzina, acqua o semplicemente per rimettere ordine nella testa prima di proseguire. La fame, in moto, rende filosofi solo nei racconti. Nella realtà rende imprecisi.
Verso il Passo di Monte Lago il giro assume un tono più raccolto. Il paesaggio alterna boschi, pascoli e piccole aperture sulla dorsale appenninica. Non ci sono scenografie finte, ma strade vere, di quelle che chiedono attenzione continua e restituiscono una guida pulita. Il fondo può cambiare nel giro di pochi chilometri, con tratti ben tenuti e altri più segnati dall’inverno. È un itinerario da affrontare con gomme in ordine, pressione controllata e serbatoio gestito con buon senso, perché in queste zone i distributori non vanno trattati come funghi dopo la pioggia.
La traccia GPX completa è disponibile come sempre sul blog. Questo anello tra Bobbio, Penice, Scarparina, Vallette di Ceci, Brallo e Monte Lago non è un giro da consumare in fretta. È una strada appenninica vera, fatta di salite, boschi, curve, piccoli paesi e asfalto da leggere. Si rientra con la moto un po’ più sporca, le braccia sciolte e quella sensazione precisa che certi percorsi non servono a scappare da qualcosa, ma a ricordare come si guida quando la strada chiede rispetto.
Passo del Penice (PV)
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Formato TRACCIA GPX
Ecco alcuni collegamenti a siti web di interesse sui luoghi menzionati nel nostro articolo:
1. Sito ufficiale di Bobbio: Puoi trovare informazioni sulla città di Bobbio, le sue attrazioni storiche e culturali, gli eventi locali e altro ancora visitando il sito ufficiale del comune di Bobbio. Puoi accedere al sito all’indirizzo: [www.comune.bobbio.pc.it](www.comune.bobbio.pc.it)
2. Sito ufficiale del Santuario del Monte Penice: Per ulteriori dettagli sul Santuario del Monte Penice, inclusi orari di apertura, servizi religiosi e informazioni sulla storia e l’architettura del santuario, puoi visitare il loro sito ufficiale. Puoi accedere al sito all’indirizzo: [www.santuariomontepenice.it](www.santuariomontepenice.it)
3. Emilia-Romagna Turismo: Il sito ufficiale del turismo dell’Emilia-Romagna fornisce informazioni complete su attrazioni, itinerari, eventi, alloggi e molto altro nella regione. Puoi visitare il sito all’indirizzo: [www.emiliaromagnaturismo.it](www.emiliaromagnaturismo.it)
4. Turismo Emilia-Romagna: Un altro sito ufficiale del turismo dell’Emilia-Romagna che offre una vasta gamma di informazioni su cosa fare e vedere nella regione. Puoi trovare dettagli sugli itinerari, le attrazioni locali, gli eventi e altro ancora visitando il sito: [www.turismoer.it](www.turismoer.it)
